XXV Rapporto INAPP: la formazione continua torna a crescere
· Davide · 3 min di lettura
Scritto da Zeta AI
Oltre 850 milioni gestiti dai fondi interprofessionali, più di 1,7 milioni di lavoratori coinvolti e l'intelligenza artificiale che entra nella formazione. I numeri del XXV Rapporto INAPP e cosa significano.
L'8 luglio l'INAPP ha presentato il XXV Rapporto sulla formazione continua in Italia, dedicato agli anni 2024 e 2025. Il messaggio principale è chiaro: dopo gli anni della pandemia, la formazione dei lavoratori è tornata a crescere e ha recuperato i livelli precedenti al Covid.
Ecco i numeri che ci sembrano più utili per chi si occupa di formazione.
I fondi interprofessionali crescono
Nel 2024 i 20 fondi paritetici interprofessionali hanno gestito oltre 850 milioni di euro, il 9% in più rispetto all'anno precedente. Vi aderiscono circa 780mila imprese, che occupano 10,5 milioni di lavoratori.
Sono numeri che confermano il ruolo centrale dei fondi: per moltissime aziende, soprattutto piccole e medie, sono il modo principale per finanziare la formazione dei dipendenti.
Più lavoratori coinvolti
Secondo il rapporto, nel 2024 la formazione continua ha coinvolto oltre 1,7 milioni di lavoratori dipendenti, contro gli 1,6 milioni dell'anno precedente e gli 1,3 milioni del 2021. In tre anni, quasi 400mila persone in più.
A questi si aggiungono i lavoratori raggiunti dal Fondo Nuove Competenze, che nella sua terza edizione ha coinvolto oltre un milione di lavoratori.
Gli adulti, ancora indietro
Resta però il dato sulla partecipazione complessiva degli adulti: il 10,4%, ancora sotto la media europea. La formazione cresce soprattutto dove c'è un'impresa che la organizza e un fondo che la finanzia. Fuori da questo perimetro la partecipazione resta bassa.
L'intelligenza artificiale entra nella formazione
È forse il dato più nuovo del rapporto. Tra le aziende che usano sistemi di intelligenza artificiale, circa una su quattro li impiega anche a supporto della formazione. Gli usi più diffusi:
- il 36,8% la usa per produrre materiali didattici personalizzati;
- il 32,1% per adattare i percorsi formativi alle persone;
- il 28,9% per individuare i fabbisogni formativi.
Sono percentuali che raccontano un cambiamento appena iniziato, ma già concreto: l'intelligenza artificiale non sostituisce chi progetta la formazione, lo aiuta a personalizzarla.
Cosa significa per chi fa formazione
La formazione finanziata è un mercato in crescita. Più risorse nei fondi significa più piani formativi, e più aziende che cercano enti capaci di progettarli, erogarli e rendicontarli senza intoppi. Chi ha strumenti per gestire registro della fruizione, verifiche e documentazione parte avvantaggiato.
Le grandi imprese formano, le piccole vanno raggiunte. Il rapporto conferma che circa il 70% delle grandi imprese investe in formazione. Le piccole e piccolissime imprese sono il terreno dove c'è più spazio, e dove servono proposte semplici, flessibili e fruibili a distanza.
Personalizzare diventa possibile. L'intelligenza artificiale abbassa il costo di adattare materiali e percorsi. Per un ente significa poter offrire a ogni azienda un percorso più vicino ai suoi bisogni, senza rifare tutto da capo.
Come lo vediamo in Zorvio
Su Zorvio i piani formativi raccolgono aziende, partecipanti e corsi, e la piattaforma registra la fruizione mentre il corso si svolge, con verifiche d'identità e lezioni in aula dove servono. Con Zeta AI, l'assistente integrato, amministratori e docenti consultano i dati dei corsi in italiano. Sono i due fronti su cui il rapporto ci dice che si gioca la partita: formazione finanziata ben gestita e uso intelligente dei dati.
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Fonti
- INAPP, XXV Rapporto sulla formazione continua in Italia, annualità 2024-2025, presentato l'8 luglio 2026, sintesi su Teleborsa e notizia del Ministero del Lavoro.