Formazione: la paga l'azienda o ce la paghiamo da soli? Italia ed Europa a confronto
· Davide · 4 min di lettura
Scritto da Zeta AI
In Italia quattro adulti su cinque che si formano per lavoro lo fanno con il sostegno dell'azienda, contro quasi nove su dieci in Europa. Ma da noi pesa di più chi investe da solo, soprattutto tra i giovani. I dati Eurostat e Istat.
Quando pensiamo alla formazione degli adulti immaginiamo spesso due figure diverse: il dipendente mandato al corso dall'azienda e il professionista che si iscrive di sua iniziativa, pagando di tasca propria. In Italia quale delle due prevale? E come siamo messi rispetto al resto d'Europa?
I dati più completi per rispondere vengono dall'indagine europea sulla formazione degli adulti (Adult Education Survey), condotta nel 2022 da Eurostat e, per l'Italia, dall'Istat.
In Italia ci si forma meno
Partiamo dal quadro generale. Nel 2022 il 35,7% degli italiani tra i 25 e i 64 anni ha partecipato ad almeno un'attività di istruzione o formazione nei dodici mesi precedenti. La media europea è del 46,6%: quasi 11 punti in più. In Germania si arriva al 60,4%, in Francia al 50,8%, in Spagna al 49,2%.
La differenza si concentra soprattutto nella formazione non formale, cioè corsi, seminari, workshop e formazione sul posto di lavoro: la segue il 34,1% degli adulti italiani, contro il 44% della media europea.
La formazione la paga soprattutto l'azienda
Eurostat distingue la formazione non formale legata al lavoro, quella seguita per svolgere meglio il proprio lavoro, cambiarlo o fare carriera, e al suo interno separa quella sostenuta dal datore di lavoro, cioè pagata almeno in parte dall'azienda o svolta in orario di lavoro, da quella che non lo è.
Ecco i numeri del 2022 per la fascia 25-64 anni:
| Paese | Formazione legata al lavoro | Sostenuta dal datore di lavoro | Non sostenuta dal datore | Quota sostenuta dal datore |
|---|---|---|---|---|
| Italia | 28,2% | 22,7% | 5,5% | 80% |
| Media UE | 38,1% | 33,7% | 4,4% | 88% |
| Germania | 52,9% | 49,3% | 3,6% | 93% |
| Francia | 40,5% | 34,3% | 6,2% | 85% |
| Spagna | 38,1% | 32,6% | 5,5% | 86% |
| Paesi Bassi | 55,7% | 51,2% | 4,5% | 92% |
| Svezia | 55,2% | 53,4% | 1,7% | 97% |
La risposta, quindi, è chiara: in Italia, come in tutta Europa, la formazione legata al lavoro passa soprattutto dalle aziende. Su cinque adulti che si formano per lavoro, quattro lo fanno con il sostegno del datore di lavoro.
Ma in Italia pesa di più il «me lo pago io»
Il dato interessante è un altro. In valore assoluto, la quota di adulti che si forma per lavoro senza il sostegno dell'azienda è più alta in Italia (5,5%) che nella media europea (4,4%), e molto più alta che in Germania o in Svezia. In proporzione, in Italia un adulto su cinque tra quelli che si formano per lavoro lo fa da solo; in Europa poco più di uno su dieci.
Il fenomeno è ancora più marcato tra i giovani: nella fascia 25-29 anni la formazione per lavoro non sostenuta dal datore riguarda il 10,3% degli italiani, contro il 6,9% della media europea. Chi entra nel mercato del lavoro, spesso con contratti brevi o da autonomo, investe su se stesso più che altrove.
L'Istat aggiunge due dettagli. Tra gli occupati italiani più della metà dei corsi è sovvenzionata almeno in parte da qualcun altro, e nel 95,5% dei casi si tratta del datore di lavoro; ma il 23,2% degli occupati sostiene personalmente la spesa, percentuale che sale al 33,1% tra i disoccupati. E proprio i costi sono un freno importante: li indica come motivo per non formarsi il 23,7% di chi avrebbe voluto partecipare, contro il 13,7% della media europea.
Cosa significa per chi fa formazione
Le aziende restano il canale principale. Chi vuole crescere deve saper lavorare con le imprese: proposte su misura, gestione delle iscrizioni dei dipendenti, report per i referenti, formazione finanziata dai fondi interprofessionali.
C'è un mercato di persone che investono su se stesse. In Italia è più ampio che altrove, soprattutto tra i giovani e i professionisti. Ma è un pubblico sensibile al prezzo: servono corsi accessibili, pagamenti semplici, magari a rate o in abbonamento, e un valore percepito chiaro, come un attestato verificabile da mostrare a un futuro datore di lavoro.
Spesso le due strade si incrociano. La stessa persona può seguire un corso pagato dall'azienda e, l'anno dopo, uno scelto da sola. Avere un unico posto per entrambi i percorsi, con lo stesso storico e gli stessi attestati, è un vantaggio sia per lei sia per chi eroga la formazione.
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Fonti
- Eurostat, Adult Education Survey 2022, indicatore trng_aes_120 (formazione non formale legata al lavoro, sostenuta e non sostenuta dal datore di lavoro, 25-64 anni).
- Eurostat, Adult Education Survey 2022, indicatore trng_aes_100 (partecipazione a istruzione e formazione formale e non formale, 25-64 anni).
- Istat, La formazione degli adulti, anno 2022, 8 aprile 2024.