Perché i corsi online si abbandonano, e come evitarlo
· Davide · 3 min di lettura
Scritto da Zeta AI
Nei corsi aperti a tutti arriva alla fine circa il 3% degli iscritti. Nella formazione professionale va meglio, ma l'abbandono resta un rischio. Le cause più frequenti e cosa aiuta davvero a completare.
Chi organizza corsi online lo sa: iscriversi è facile, arrivare alla fine molto meno. Ma quanto è grande, davvero, il problema dell'abbandono?
Il caso dei corsi aperti a tutti
I dati più noti vengono dai MOOC, i corsi online gratuiti e aperti a tutti. Nel 2019 la rivista Science ha pubblicato uno studio di Justin Reich e José A. Ruipérez-Valiente che ha analizzato i corsi di MIT e Harvard sulla piattaforma edX: 5,63 milioni di partecipanti e 12,67 milioni di iscrizioni.
Il risultato è netto: solo il 3,13% dei partecipanti ha completato il corso. E il tasso di completamento non era migliorato in sei anni. La gran parte di chi si iscriveva, inoltre, non tornava l'anno successivo.
Attenzione al confronto
Sarebbe sbagliato concludere che tutti i corsi online vengono abbandonati. I MOOC sono un caso particolare: gratuiti, senza obblighi, spesso frequentati per curiosità o per seguire solo alcune lezioni. Molti iscritti non hanno mai avuto l'intenzione di finire.
Nella formazione professionale il quadro cambia, perché cambiano le motivazioni: c'è un attestato che serve, un obbligo di legge, un'azienda che ha iscritto i dipendenti, un corso pagato. Ma anche qui l'abbandono resta un rischio, soprattutto quando il corso è lungo e la vita di tutti i giorni prende il sopravvento.
Perché si abbandona
Le cause più frequenti, per quello che vediamo nella nostra esperienza, sono quattro:
- Mancanza di tempo: il corso si accumula alla lista delle cose da fare e scivola in fondo.
- Mancanza di struttura: non è chiaro quanto manca, cosa fare dopo, entro quando.
- Ostacoli tecnici: una password dimenticata, un video che non parte dal telefono, un test che si blocca.
- Isolamento: nessuno si accorge che il partecipante si è fermato.
Cosa aiuta davvero
Lezioni brevi. Video e contenuti di pochi minuti si incastrano nelle pause della giornata. Un modulo da due ore, invece, si rimanda.
Avanzamento visibile. Sapere di essere al 60% del corso è un incentivo a finire. Una barra di avanzamento e un percorso chiaro, con le lezioni in ordine, riducono la sensazione di smarrimento.
Promemoria al momento giusto. Un messaggio dopo qualche giorno di inattività, o prima di una scadenza, riporta il corso tra le priorità. Senza esagerare: troppi avvisi diventano rumore.
Qualcuno che guarda. Quando un'azienda iscrive i dipendenti, il manager che vede l'avanzamento è un potente motore di completamento. Lo stesso vale per il docente o l'ente che può intervenire su chi si è fermato.
Zero attrito tecnico. Un solo indirizzo, accesso semplice, pagine che funzionano bene dal telefono, un aiuto raggiungibile dall'interno della lezione.
Come lo affrontiamo in Zorvio
Su Zorvio le lezioni si seguono in ordine, con l'avanzamento sempre visibile. L'ente può attivare promemoria durante il corso e un riepilogo per i manager aziendali. Il manager vede chi è indietro, e il partecipante può chiedere aiuto senza uscire dalla lezione. Sono accorgimenti semplici, ma insieme cambiano la percentuale di chi arriva alla fine.
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Fonti
- Reich J., Ruipérez-Valiente J. A., The MOOC pivot, Science, gennaio 2019, sintesi del MIT Teaching Systems Lab.